Dal 31 Luglio al 13 Agosto
Perdindirindina, la Cina!!
Lasciamo Qingdao in fretta e furia, amando e odiando Zhongguó e rimandando la questione a settembre.
Della Corea che sappiamo?!..mm, senza nessuna pretesa, ammettiamo l'ignoranza: sappiamo della guerra, che Mila e Shiro dovevano giocare lì le olimpiadi dell'88, che Sun era ricca e Jin era povero. Insomma, non sappiamo niente! Pero un viaggio serve anche a questo no?!..siamo pronti ad "assorbire" la Corea. Dunque: non abbiamo una guida, ne cartina, pero si, Greg ci lascia il bigliettino da visita dell'ostello a Seoul dove lui era stato. Perfetto!! L'avventura comincia.
In barca: Qingdao-Incheon
Finalmente in barca! Ci piazziamo velocemente su dei tavolini, e li passiamo la serata bevendo e giocando a carte. I cinesi a bordo sono pochi, li distinguiamo perchè sputacchiano ovunque e giocano al mahjong, i coreani, invece, sono stilosi e con pettinature alla Litz Taylor, un'altra storia insomma.
Seoul!
Arrivati ad Incheon, la città-porto di Seoul, conosciamo Alejandro, canario che rimarrà qui a studiare architettura. Con lui andiamo verso la megalopoli coreana (20 milioni di abitanti in tutta la zona urbana), in metro ci scambiamo email per ritrovarci in fb e vederci più tardi...da qualche parte.
TUTTO più pulito ed ordinato, qui niente ha a che fare con la Cina, se non fosse che la gente è capace, come in tutti i paesi asiatici, di sedersi sulle proprie caviglie.
Troviamo la nostra guesthouse: una palazzina nel quartiere più figo di Seoul, perfetto!! Lasciamo i bagagli e cominciamo a girare e girare..tutti vendono, tutti comprano, tutti sono fighissimi e vestiti all'ultima, iphone a non finire, marche italiane, francesi...comincio a sospettare......siamo finiti in una metropoli che è praticamente un centro commerciale gigante!!!Uff, che fatica..
Le donne qui hanno un ruolo importante, spendere quanto più possono, e per loro sono adibiti enormi centri commerciali aperti anche solo di notte. Non da meno, gli uomini, sono assolutamente attenti al loro abbigliamento e alle loro capigliature (Liz!).
Capiamo che la società coreana che ci si presenta davanti a Seoul è occidentalizzata a più non posso, anzi, americanizzata: nella metro si possono vedere pubblicità per "ritagliarsi" le famose palpebre all'occidentale (ovviamente, la clinica chirurgica è della Samsung).
Qui LG, Samsung, e Hyundai hanno praticamente tutto e fanno tutto, ri-investono in costruzione, moda, ospedali, librerie..chi più ne ha più ne metta.
Con Alejandro e amici (un altro giovane architetto spagnolo e un fashion-designer coreano) andiamo a bere qualcosa in uno di questi palazzoni dove in ogni piano c'è un bar, e poi andiamo a provare finalmente il famoso barbecue coreano. Questo primo approccio alla cucina coreana è impressionante: poco a poco il tavolo (con buco per la brace in mezzo) si riempie di piattini con verdurine e salsette da mischiare con questo e con quello. L'abbondanza ci confonde, ma per il prossimo Barbecue sapremo già come fare
L'ultima sera decidiamo andare con Alejandro a vedere un quartiere con centri commerciali notturni: Dongdaemun. Qui, complessi come il Doosa il lunedi aprono solo dalle 20.00 fino alle 8.00. Tutto l'ambiente è pieno di gente, anche qui, che vende compra, investe....Alle 4 di mattina eravamo distrutti. Andiamo via! Eh si, in taxi, e di notte, lentamente si apre davanti a noi la città...da un capo all'altro, una giungla di edifici altissimi ed illuminati...osserviamo in silenzio, senza parole. Una cosa sappiamo di sicuro: abbiamo bisogno di scappare da questa macchina divoratrice di soldi..eravamo in pericolo...da un giorno all'altro avremmo anche potuto comprare un iphone o un ipod touch, o un chihuahua chiamato peggy, giusto per il gusto.
A Jeju!
L'isola della luna di miele, l'isola per scalare, per accampare, per passeggiare, per andare al mare, bicicletta, barca, per giocare a golf...l'isola multiuso dei coreani. Jeju è tutto.
L'idea è rimanere qui 6 notti, nella stessa guesthouse, che in questo caso, sta dall'altra parte dell'isola. La troviamo, il posto è bello, siamo in mezzo alla campagna.
Pero sì, abbiamo bisogno di un motorino. Ma non abbiamo la patente internazionale?! No!...per fortuna la nostra "padrona di casa" ci aiuta. Tutti apparentemene la conoscono perchè lavora alla radio, e sulla fiducia, il nostro Mr Lee, ci affida una 125 abbastanza tamarra ma nuova nuova.
In 4 giorni bruciamo la moto, facciamo 600 km, girando come trottole impazzite in cerca di spiaggie. Le vediamo tutte!! Ma troviamo la nostra preferita e li decidiamo di aspettare un tramonto. Un altro posto in cui ritorneremo due volte è una piccola cascata, dove si riuniscono vecchiette a fare yoga sotto il getto fortissimo dell'acqua. Noi lì, ci facciamo la doccia sotto gli occhi sorridenti dei coreani di passaggio
Gli ultimi due giorni ci sorprende un tifone, e che cavolo! Un giorno lo passiamo dentro la guesthouse riordinando lo zaino e buttando via merdaccie. Il secondo giorno..il tifone continua. Ma non fa niente, partiremo lo stesso! pensiamo... John Lee, un coreano che dormiva con noi, nella guesthouse, tornato a Busan ci avverte: il tifone andrá verso nord (la nostra stessa rotta in barca). E a noi che ce ne importa? La barca è grande. Partiamo "sicuro". Valige pronte, andiamo al porto: sguardi basiti, la barca è cancellata: porc**!$/&%@!**&am2p;!!
John Lee, in contatto telefonico da Busan, viene in nostro soccorso e ci procura una quick soluzione per la notte: andare in una specie di sauna/hotel dove si puo dormire per 8000 won. Bbbrrrilliant!!
Non sappiamo cosa ci aspetta, appena arriviamo ci danno un pigiama a testa (a me rosa, a Julio azzurro, ovviamente) e ci separano, la signorina mi prende per mano e mi costringe a togliermi le scarpe, le richiude in un armadietto e mi da le chiavi. In due secondi mi ritrovo in uno stanzone pieno di donne nude, vecchie, giovani, grosse, rinsecchite..insomma. Devo farmi la sauna? Mi devo spogliare?! Che cavolo devo fare?!?!..CHE?!?! se esco poi non posso più ritornare!!!?! MA IO HO FAMEEEE!!. Mi incazzo.
Una tipa coreana vede il mio sconcerto, viene e mi spiega. Io le dico, si, ok, la sauna..ma io voglio lasciare i miei bagagli, andare a mangiare e poi, SE VOGLIO, mi faccio la sauna o il bagno o quello che diavolo stanno facendo la dentro (un altro stanzone successivo allo "spogliatoio", dove avviene il "fatto"). Non riesce a credere che in Italia non facciamo qualcosa del genere...io ero quasi sulle furie e le rispondo: "Senti, in Italia ognuno si lava a casa sua, nessuno ha bisogno di doccie o saune collettive 4 volte alla settimana". Lei allibita, come promesso, mi presta il bagnoschiuma e se ne va. Io e Julio ci eravamo dati appuntamento fuori, prima di essere separati, per poi decidere il dafarsi. Lo ritrovo gia nel suo pigiamino azzurro, rilassato e disteso, già sorridente e involucrato, seduto su un divano affianco a un vecchietto con un dente. Avrei voluto ucciderlo. Pero si, lui, riesce a calmarmi. OK!!! ci faremo sta santa sauna e poi vedremo.
Alla fine questo posto si rivela un grande centro di "benessere", c'è un ristorante, una palestra, un bar, un giardino, piscine separate per uomini e donne, saune, poltrone che danno massaggi (anzi, martellate) etc. Una volta fatta cena, ci diamo follemente alla pazza gioia: piscina-sauna-poltrona-palestra-piscina-giardino-sauna-bar-sauna coreana-giardino etc etc. Ora di dormire!! C'è un piano solo con letti, ma ovviamente era già pieno dalle 19, quindi noi e il resto dei coreani (non c'era nessun'altro straniero) abbiamo dormito per terra, in uno di questi stanzoni con parqué. Il giorno dopo, eravamo pronti per partire, calmi e con le ossa rotte.
A Busan!
Come parecchi avranno visto nel video su fb, in questa barca dormiamo per terra, su di una moquette rossa per essere precisi. Passiamo la notte con altri "stranieri" conosciuti nella fila per salire sul traghetto. Improvvisiamo un festino di birra, pesce secco e patatine sulla poppa. Le bambine coreane a bordo impazziscono per la nostra presenza e ci stanno tutte intorno (io, birra in mano, penso: "eccoci qua, a perpetrare l'idea degli occidentali decadenti, a ubriacarsi sulle barche") ma con noi ci sono due insegnanti di inglese e in 5 minuti sono catapultate in un programma educational della Disney.
Il giorno dopo, ci svegliamo con "resaca", e tutto, ovviamente, barcolla. Anche sulla terra ferma. Arrivati a Busan, il nostro John Lee si fa trovare già nell'ostello. Ci porterà in giro tutto il giorno per la sua città: vedremo il famoso mercato del pesce di Busan, la spiaggia, uno dei templi sulle colline, il centro commerciale più grande del mondo.
Tutto concentrato, è troppo poco tempo! Non vuole lasciarci andare. Io, muoio dal sonno. Il giorno arriva al tramonto e quindi dritto dritto a mangiare il migliore barbecue coreano mai provato. Non ci lascia pagare, ne cibo ne taxi. E non molla, ci riaccompagna all'ostello e rimane con noi fino all'una.
Grande John Lee. Probabilmente ci rivedremo in Thailandia, lui ci andrà per lavoro e per vacanza.
Insomma, grazie a lui, alla cucina coreana, a Jeju, alle altre persone che abbiamo conosciuto - tutte gentilissime - la Corea (del sud) c'è piaciuta, e poi tanto!
Il giorno dopo è per noi un altro di questi giorni stressanti, dobbiamo comprare il Japan Railway Pass, e prendere lo scafo per Fukuoka. Dormo come un sasso. Finalmente un letto.
Mamma mia, stiamo per andare in Giappone...anzi, siamo già lí!
A presto!
ESP
Caracoles, la China!!
Dejamos Qingdao furiosos y con prisas, amando y odiando Zhongguo y apartando el tema hasta Septiembre.
De Corea que sabemos?! mm, sin ninguna pretensión, admitimos nuestra ignorancia: sabemos algo de la guerra, que Juana y Sergio tenían que jugar allí las olimpiadas del 88, que Sun era rica y Jin era pobre. En definitiva, no sabemos nada!! Pero un viaje sirve también para esto, no?!..estamos preparados para "absorber" Corea. En fin: no tenemos guía, ni mapa, pero Greg nos deja la tarjeta del hostal de Seul donde él había estado. Perfecto!! La aventura comienza.
En el barco: Qingdao-Incheon
Finalmente en el barco! Nos colocamos rápidamente en una mesa en el exterior, y allí pasamos gran parte de la noche bebiendo y jugando a las cartas. Hay pocos chinos a bordo, los reconocemos porque escupen por todos lados y juegan al mahjong, los coreanos, sin embargo, son estilosos y con peinados al estilo Liz Taylor, otra historia.
Seul!
Nada más llegar a Incheon, la ciudad-puerto de Seul, conocemos a Alejandro, canario que se quedará aquí a estudiar arquitectura durante un año. Vamos con él hacia la megalópolis coreana (20 millones de habitantes en todo el área urbano), en el metro nos intercambiamos los e-mails para reencontrarnos en FB y vernos más tarde...en algún sitio.
TODO es más limpio y ordenado, nada que ver con China, si no fuese porque la gente es capaz, como en todos los países asiáticos, de sentarse sobre los tobillos.
Encontramos nuestra guesthouse: una casita en el barrio más chulo de Seul, perfecto!! Dejamos el equipaje y empezamos a dar vueltas por la zona..todos venden, todos compran, todos son super estilosos y vestidos a la última, Iphones a troche y moche, marcas italianas, francesas..empiezo a sospechar...hemos acabado en una metrópolis que prácticamente es un centro comercial gigante!!! Uff, que cansado..
Aquí las mujeres tienen un rol importante, gastar todo lo que puedan, y para ellas se han habilitado enormes centros comerciales, algunos de ellos abiertos sólo por la noche. Sin ser menos, los hombres están absolutamente atentos a su ropa, a sus peinados.. (Liz!!).
Entendemos que la sociedad coreana que se nos presenta en Seul está occidentalizada a más no poder, es más, americanizada: en el metro se pueden encontrar anuncios para "recortarse" los famosos párpados al estilo occidental (obviamente, la clínica de cirugía estética es de Samsung).
Aquí LG, Samgung y Hyundai tienen prácticamente de todo y hacen de todo..reinvierten en contrucción, moda, hospitales, bibliotecas..todo lo que se pueda.
Con Alejandro y amigos (otro joven arquitecto español y un diseñador de moda coreano) vamos a beber algo en uno de estos edificios donde en cada piso hay un bar (ocio vertical), y luego vamos a probar finalmente la famosa barbacoa coreana. Este primer acercamiento a la cocina coreana es impresionante: poco a poco la mesa (con un agujero en medio para las brasas) se llena de platos con verduras (incluido el famosísimo "kimchi" o repollo picante) y salsas para mezclar con esto y aquello. La abundancia nos confunde, pero para la próxima barbacoa sabremos ya qué hacer.
La última noche decidimos ir con Alejandro a ver un barrio con centros comerciales nocturnos: Dongdaemun. Aquí, complejos como el Doosa, los lunes sólo abren de las 20:00 a las 8:00. Todo está lleno de gente, también aquí, que vende, compra, invierte...A las 4 de la mañana estabamos exhaustos. Vámonos!! Sí, en taxi, y de noche, lentamente se abre delante de nosotros la ciudad..de un lado al otro, una jungla de edificios altísimos e iluminados...observamos en silencio, sin palabras. Una cosa sabemos seguro: tenemos que escapar de esta máquina devoradora de dinero..estábamos en peligro..de un día al otro podríamos incluso habernos comprado un iphone o un ipod touch, o un chihuahua llamado Peggy, sólo por el gusto de comprarlo.
En Jeju!
La isla de las lunas de miel, la isla para hacer trekking, hiking, para acampar, para pasear, para ir a la playa, en bicicleta, en barco, para jugar al golf..la isla multiusos de los coreanos. Jeju lo tiene todo.
La idea es quedarnos aquí 6 noches, en la misma guesthouse, que en este caso, está en la otra parte de la isla. La encontramos, el sitio es muy bonito, estamos casi en medio del campo..
Eso sí, nos hace falta una motillo. Pero no tenemos el carné internacional??!! No!..por suerte la dueña de la guesthouse nos ayuda. Aparentemente todos la conocen porque trabaja en la radio, y dada la confianza, nuestro Mr. Lee se fía y nos alquila una scooter de 125 bastante macarra pero nuevecita.
En 4 días le metemos caña a la moto, hacemos 600km, dando vueltas como locos en busca de playas. Las vemos todas!! Pero encontramos nuestra preferida y allí decidimos esperar una puesta de sol. Otro sitio donde vamos 2 veces es una pequeña cascada, donde se reunen viejecitas para hacer yoga debajo del fuerte masaje procurado por la caída del agua. Nosotros allí nos pegamos una buena ducha ante los ojos sonrrientes de los coreanos que pasan.
Los últimos dos días nos sorprende un tifón, que mala ostia! Un día lo pasamos dentro de la casa reordenando las mochilas y tirando mierdas que no nos sirven. El segundo día, el tifón continúa. Pero no pasa nada, nos iremos de la isla igualmente!! Pensamos...John Lee, un coreano que dormía con nosotros en la guesthouse, ya de vuelta en Busán, nos advierte: el tifón se dirige hacia el norte (la misma dirección que nuestra ruta en barco). Y a nosotros qué? El barco es grande. Salimos seguro!. Con el equipaje preparado, vamos al puerto...han cancelado el barco, cagon tó!!!
John Lee, por teléfono desde Busán, nos echa una mano y nos provee una solución exprés para pasar la noche: ir a una especie de sauna/hotel (Jjijilbang) donde se puede dormir por 8000 WON. Brilliant!!
No sabemos lo que nos espera, nada más llegar nos dan un pijama a cada uno (a mí rosa, a Julio azul, obviamente) y nos separan, la señorita me coge de la mano y me obliga a quitarme las zapatillas, las guarda en un pequeño armario y me da las llaves. En dos segundos me encuentro en una sala llena de mujeres desnudas, viejas, jovenes, gordas, flacas...en fin. Tengo que meterme en la sauna? Tengo que desnudarme? Qué coño tengo que hacer?? QUÉ?? Si salgo no puedo volver a entrar?? PERO YO TENGO HAMBRE!!!! Me enfado.
Una coreana que nota mi desconcierto viene y me explica, yo le digo, sí, ok, la sauna..pero yo quiero dejar mi mochila, ir a comer y luego, SI ME APETECE, voy a la sauna o al baño o a lo que narices estén haciendo dentro (otra sala consecutiva al "vestidor", donde viene ejecutado el "acto"). No se cree que en Italia no hagamos algo parecido..yo estaba a punto de romper de ira y le respondo: "Mira bonita, en Italia cada uno se lava en su casa, nadie necesita duchas o saunas colectivas 4 veces por semana". Extrañada, como me habia prometido, me presta el gel y se va. Julio y yo habíamos quedado fuera, antes de que nos separaran, para decidir qué hacer. Me lo encuentro ya con el pijama azul puesto, relajado y distendido, ya sonriente e involucrado, sentado en un sofá al lado de un viejecito con sólo un diente. Tenía ganas de matarlo. Pero consigue calmarme. OK!! Nos hacemos esta sauna y luego veremos.
Al final este sitio se desvela como un gran centro del bienestar, hay restaurante, gimnasio, bar, jardín, piscinas separadas para hombres y mujeres, saunas, sillones de masaje por 1000WON, etc..Después de cenar, nos abandonamos a la locura saunera: piscina-sauna-sillón de masaje-piscina-jardín-sauna-bar-sauna coreana-jardín-gimnasio,etc...Hora de dormir!! Hay una planta sólo con camas (bueno, y colecciones ingentes de manga en coreano), pero obviamente estaba lleno desde las 7 de la tarde, así que nosotros y el resto de coreanos (no había ningún otro extranjero) dormimos en el suelo, en una sala grande con parquet. Al día siguiente, estábamos listos para irnos, calmados y con los huesos rotos.
En Busan!
Como muchos habréis visto en el video de FB, en este barco dormimos en el suelo (otra vez!!), sobre una moqueta roja para ser precisos. Pasamos la noche con otros extranjeros que conocemos en la cola para extranjeros para subir al ferry. Improvisamos una fiestecilla de cerveza y souyu, pescado seco y patatas fritas sobre la popa. Las niñas coreanas a bordo se vuelven locas con nuestra presencia y nos rodean (yo, con la cerveza en la mano, pienso: "miranos, a perpetuar la idea de los occidentales decadentes, emborrachándose en el barco") pero con nosotros hay dos profesores de inglés y en 5 minutos las catapultan a un programa educacional de Disney.
Al día siguiente, nos levantamos con resaca, y todo, obviamente, se balancea como si aun estuviésemos en el barco incluso en tierra firme. Una vez en Busán, encontramos a nuestro John Lee ya en el hostal. Nos lleva a visitar la ciudad: vemos el famoso mercado del pescado, la playa, un templo en la colina que da al mar, el centro comercial más grande del mundo..
Todo concentrado, no hay tiempo!! No quiere que nos vayamos. Yo, me muero de sueño. El día llega al ocaso y vamos directos a cenar la mejor barbacoa coreana que hemos probado. no nos deja pagar, ni comida ni taxis. Y no para, nos acompaña al hostal y se queda con nosotros hasta medianoche.

Grande John Lee. Probablemente nos veremos en Tailandia, él irá por trabajo y de vacaciones.
En fin, gracias a él, a la cocina coreana, a Jeju, al resto de personas que hemos conocido - todos amabilísimos - Corea (del Sur) nos ha gustado, y mucho!!
El día siguiente para nosotros es otro de esos días estresantes, tenemos que comprar el Japan Railway Pass y coger el barco rápido hacia Fukuoka. Duermo como un tronco. Finalmente una cama.
Mamma mia, estamos a punto de ir a Japón..es más, ya estamos allí!!
Hasta pronto!!



