6 de noviembre de 2010

CHINA // Yunnan!! Dali - Shangri La - Lijiang - Kunming (ITA-ESP) (30/9 - 18/10)

1 comentarios
Dal 30 Settembre al 18 Ottobre 2010


Andarsene da Chengdu, dopo 10 giorni passati nello stesso comodo ostello, con le piccole abitudini e le  routine, con il ping pong... è stato difficile, ma ce l'abbiamo fatta!

Ricapitolando, è il 1º ottobre, ossia, il primo giorno di una delle Golden Week in Cina, periodo in cui milioni di milioni di cinesi si spostano per andare a trovare parenti e amici. Noi, con loro, ci muoviamo cercando di non soffocare.
Dobbiamo passare una notte in treno per arrivare a Kunming, la capitale dello Yunnan, e decidiamo prendere due biglietti di prima classe. Nella cabina capitiamo con questa famiglia di cinesi i quali figli piccoli non fanno altro che indicarci e gridare "laowai"(straniero) tutto il tempo. Capiamo, insomma, che piega prenderà il viaggio (tappi per le orecchie).


A Kunming cominciamo a cercare l'autobus per andare a Dali, nessuno ci sa dire niente. Giriamo come scemi ma una tipa alla fine ci aiuta e scrive su di un foglietto il nome della stazione che dobbiamo prendere. Li incontriamo l'unico occidentale, un francese che anche andava a Dali con il bus delle 12. Erano le 8 e mezza..pensavamo di prendere lo stesso bus. Ma no! Il prossimo bus con posti liberi è alle 17.00!!
Ok..calma...dopo le prime agitazioni ed insulti, decidiamo di passare il giorno in un ristorantino arabo, dove tra l'altro, mangiamo i migliori noodles con carne (niurou chaomien) di tutta la Cina..

Aspettando l'autobus dopo due mangiate di fantastici noodles con carne

Arriviamo a Dali di notte. Il taxi ci porta all'ostello e lì, finalmente riposiamo.
Scopriamo che le case sono differenti, e la gente è diversa fisicamente. Anche il cibo non è lo stesso..qui, al contrario del resto della Cina, coltivano caffé, fanno il formaggio e aggiungono il pomodoro nei piatti...il massimo!! A quanto pare ci sono più di 20 minoranze etniche in questa regione (minoranze, appunto, composte ognuna da milioni di abitanti..), aspetto che si nota da subito..i vestiti, i cappelli della gente, i "sacchi" con cui portano i bambini dietro le spalle..tutto è diverso, finalmente!


Il nostro ostello a Dali
Decorazioni delle case



Signore della minoranza etnica Bai (crediamo..)
Marsupio porta-bambino




























Visitiamo Dali durante il giorno e la scopriamo gradevole ed accogliente, anche se piena di gente e di negozi...com'era da aspettarsi. Comunque sia è bella da vedere, le case hano tutte queste decorazioni esteriori che le fanno proprio diverse dal resto della Cina.


Dali 1
Dali 2














Dali 3
Dali 4 (il paesino è pieno di rigagnoli)
















Dali si trova inoltre vicino al lago Er Hai, per cui un pomeriggio con un tandem (si, un tandem..) decidiamo di pedalare quei pochi kilometri che la separano dal lago.


Il famigerato tandem
Julio soddifatto


Facciamo un giro in barca?
Sulla strada verso il lago (campi di riso)





























L'ultimo giorno decidiamo andare a "scalare" la montagna Cangshan che si trova giusto alle spalle del nostro ostello.  Qualcuno dice sia pericoloso, a quanto pare un ragazzo è morto lassù qualche mese fa, rompendosi una gamba e rimanendo senza soccorsi. Ci informiamo bene...e andiamo.


Changshan, alle spalle di Dali


Un'ora di scalini di pietra ci massacrano (a 2400 metri si fatica di più..) ma una volta in cima, arriva la ricompensa.

Maledetti scalini, Julio mi si stanca!


Ci facciamo 10 km a piedi per il "passaggio delle nuvole", visitiamo un tempio e prendiamo un caffè in un ostello-baita tutto di legno con gente simpaticissima.


Il "passaggio delle nuvole" 1
Il "passaggio delle nuvole" 2














Julio sul ponte
Le gole di Cangshan















 Zhonghe Temple
Zhonghe Temple dal cortile















Higherland Inn Hostel (la baita dove ci siamo riposati)
Giocando agli scacchi cinesi

















Scendiamo verso Dali in funivia ed io mi cago sotto per l'altezza...ancora.




......



Il giorno dopo rifacciamo gli zaini e ci dirigiamo verso l'incrocio dove la tipa dell'ostello sostiene passino gli autobus per Shuang Lang, la nostra prossima destinazione: un paesotto di 5 case dall'altra parte del lago Er Hai. Qui cercheremo di passare in pace gli ultimi giorni della Golden Week cinese.


Le cinesine che ci hanno aiutato


Dopo 4 ore di minivan (che riusciamo a prendere perchè un gruppetto di ragazzi cinesi ci aiuta) per delle strade infangate e bucherellate, arriviamo. Finalmente.
L'ostello, che poi non è un ostello, occupa una posizione magnifica sul lago. Ha vari giardini che danno sull'acqua e due bar, oltre a diversi edifici con balconi e bouganville. Noi paghiamo per un dormitorio ma nessuno ci viene, quindi rimaniamo da soli per le 4 notti.


Il nostro cortile
La finestra del "dormitorio"












Porticciolo nel nostro giardino
Cammino per arrivare all'ostello


















La buona cucina
La colazione....(noodles piccanti)


Dediciamo non muoverci da lì, anche perchè comincia a piovere...in più colazione, pranzo e cena sono veramente economici e variegati. Lì conosciamo un ragazzo di Tel Aviv che ci insegna IL GIOCO di carte che tutt'ora ci accompagna: Shithead. Quindi passiamo le giornate giocando a carte, mangiando, leggendo, mangiando, scrivendo, ascoltando musica e mangiando. L'ultima sera addirittura una band tedesca nel bar!


Honig!

Ora di ripartire, decidiamo passare un'altra notte a Dali e da lì prendere l'autobus per "Shangri La"...nome che i cinesi hanno alla città di Zhongdian per aumentare il turismo...riuscendoci. Dicono sia stata fino a qualche anno fa una tranquilla cittadina di confine tra lo Yunnan ed il Tibet..diventando col tempo quindi, una vetrina da fotografare. Ma noi non ci deprimiamo.

Andando con ordine, dall'autobus durante il tragitto, possiamo vedere già come le case cambino...adesso sono già delle casone costituite da 3 pareti in mattoni e un lato aperto e da cui si intravede una struttura interna di legno decorato. Tutte le case hanno altre strutture esterne in legno su cui mettono a seccare (o questo crediamo) la paglia.


Case tibetane 
Finestre decorate (e un allarme elettronico?!)














Per asciugare la paglia??
O il riso?

















Arrivati a Shangri La, cominciamo subito a sentire un po di fresco (3200 metri)..ma non è niente confronto alla notte...
Giriamo e troviamo il nostro ostello, una casona stile tibetano il cui proprietario è momentaneamente assente...(ma tanto lo sarà spesso).



Ostello a Shangri La: Tavern 47

Insomma, lo aspettiamo, lui arriva e ci assegna la nostra stanza, che poi è quella più esterna, con una terrazzina ed un tavolo.


Il balconcino che circondava la nostra stanza
La stanza...
















Julio si lamenta un pó per la mancanza di servizi nell'ostello (che è vuoto e non ha riscaldamento, ne gente a lavorare oltre al proprietario...ha una cucina, ma è sporca e inutilizzabile, c'è un menu però ormai l'ostello già non offre cibo..). A me non dispiace, sembra un'esperienza originale: alla fine siamo soli (..altre 3 persone oltre noi, mai visto in Cina!) in un posto sì anni luce dalla qualità di altri ostelli, però comunque..bello perchè rustico. Ogni pomeriggio verso le 17, si accende il fuoco e si sta tutti  li intorno bevendo tè o guardando le fantasmagoriche telenovele cinesi in costume d'epoca.


Nel salotto, riscaldandoci col fuoco..

Facciamo un giro per il paese e, a parte i ristoranti e negozi per turisti, intravediamo comunque sia quella strana magia da ex-paesino di confine di cui parlano tanto (dico ex perchè da quì non si può più proseguire verso il Tibet...storia lunga)



Una delle strade principali del centro storico
Il tempio nel centro della città















Le nuvole sempre più vicine
Stradine che scendono
















Un giorno decidiamo andare a vedere il lago Napahai..che poi non è un lago, ma una specie di pantano gigante che si forma durante la stagione delle piogge e che già si sta seccando. Ma comunque è piacevole passeggiarci intorno..finalmente poca gente, anzi...nessuno. 



Napahai Lake (?)
Una strada che sta riemergendo















Disperati?
Camminando verso...Shangri La















Camminiamo per parecchio tempo passando affianco a villaggi e case isolate..nessun autobus, nessuna macchina..cominciamo a preoccuparci: non abbiamo acqua. 


Alla fine ci mettiamo nell'unico taxi che passa con già qualcuno dentro...e via.


Ora di andarsene, anzi, di scendere! Però il viaggio per Kunming è lungo, così decidiamo fermarci a Shuhe, un paesino antico dentro di Lijiang, altra meta super-famosa dello Yunnan. 
Il nostro ostello è tanto accogliente che...quasi non ne usciamo! Praticamente visitiamo il nostro quartiere e ne approfittiamo per riprenderci dal freddo di Shangri La...rilassandoci e dormendo su coperte termiche.

Il cortile del nostro ostello a Shuhe
Shuhe centro (anche qui,fiumiciattoli d'acqua)















Negozi e case a Shuhe 
Case e negozi a Shuhe 
















Passiamo a Shuhe solo 3 giorni, due dei quali piove. Da qui si può prendere il treno per andare a Kunming, bene!!

A Kunming (la capitale dello Yunnan) avevamo pensato di passare solo una notte, ma alla fine rimaniamo un giorno di più...abbiamo bisogno di comprare dollari, e oggi è domenica..la banca non cambia! (I dollari ci servono per il visto del Laos).
Qui conosciamo a Juan, venezuelano che studia cinese, e con lui giochiamo a pingpong su di un tavolo ricoperto di placche di vetro. Lui ci consiglia un posto economico dove mangiare: la moschea. Ci andiamo e non delude le nostre aspettative, il cibo arabo in Cina è buonissimo ed economico.

(non ne abbiamo documenti grafici..)

Risolta la questione soldi, compriamo i biglietti per andare a Mengla, l'ultima "città" prima del Laos, un bus notturno che arriverà lì alle 8 di mattina. Poi, sempre da Mengla, dovremmo prendere un altro bus di 3-4 ore per Luang Nam Tha, la nostra prima tappa in Laos!! 


A Mengla, sull'autobus per Luang Nam Tha! Pronti per partire...ANCORA!


Ci vediamo lì!!



Serena





ESPAÑOL




Del 30 de Septiembre al 18 de Octubre de 2010


Irse de Chengdu, después de 10 días en el mismo hostal acogedor, ya con pequeños hábitos y rutinas, con el ping pong..ha sido difícil, pero hay que ir p'alante.

Resumiendo, el 1 de Octubre, el día nacional, es decir, el primer día de una de las Golden Week en China, período en el que millones de millones de chinos se desplazan para ir a visitar a familia y amigos. Nosotros, con ellos, viajamos intentando no sofocarse? di non soffocare.
Tenemos que pasar una noche en tren para llegar a Kunming, la capital de la provincia de Yunnan, y decidimos comprar billetes en "soft sleeper" (4 camas, compartimento cerrado), la primera clase china. En nuestro compartimento nos encontramos con una familia de chinos cuyos niños pequeños no hacían otra cosa más que indicarnos y gritar "laowai" (extranjero). Entendemos de qué rollo irá el viaje (tapones para los oídos)


Una vez en Kunming empezamos a buscar el bus para ir a Dali, nadie nos sabe decir nada. Damos unas vueltas y al final una tía nos ayuda y escribe en un papel el nombre de la estación a la que tenemos que ir. Allí encontramos al único occidental, un francés que tambiñen iba a Dali en el bus de las 12. Eran las 8:30 AM...oensábamos poder coger el mismo, pero no!! El siguiente bus con sitios era a las 17:00!!
Ok, calma..después de la agitación inicial, decidimos pasar el día en un pequeño restaurante musulmán, donde hemos comido los mejores noddles fritos con carne (niurou chaomien) de todo el viaje..

Esperando el bus después de 2 comidas a base de los increíbles noodles

Arriviamo a Dali di notte. Il taxi ci porta all'ostello e lì, finalmente riposiamo.
Nos damos cuenta que en Yunnan las casas son diferentes, y la gente es diferente físicamente. La comida también cambia..aquí, al contrario que en casi todo el resto de China, cultivan café, hacen queso de cabra y usan el tomate con generosidad...el máximo!! Al parecer hay más de 20 minoría étnicas en esta región ( "minorías", muchas compuestas por millones de personas), aspecto que se nota rápidamente..la ropa, el pelo de la gente, los "sacos" donde llevan a los bebés a la espalda..todo es diferente, finalmente.

Nuestro hostal en Dali
Decoraciones de las casas



Señora Bai (creemos)
Bolsa/saco porta-bebé




























Visitamos Dali durante el día y descubrimos una ciudad agradable y acogedora, aunque esté llena de gente y de tiendas, como era de esperar. De todos modos, es bonita para visitarla, todas las casas tienen unas decoraciones exteriores que las hacen diferentes a las del resto de China.



Dali 1
Dali 2














Dali 3
Dali 4 (la ciudad está llena de riachuelos)
















Dali está cerca del lago Er Hai, así que una tarde, con un tandem, decidimos pedalear los pocos kilómetros que la separan del lago.


El tandem
Julio satisfecho


Nos damos una vuelta en barca?
En la carretera hacia el lago (campos de arroz)





























El último día decidimos ir a "escalar" la montaña Cangshan, que está justo detrás de nuestro hostal. Alguien nos dice que es peligroso, parece que un chaval murió allí hace algunos meses, se rompió la pierna y no pudieron localizarle los equipos de rescate. Nos informamos bien, el chaval fue solo, sin provisiones, con ropa casual, e hizo el tramo difícil que lleva hasta la cima, cosa que no pensamos hacer nosotros, así que nos ponemos en marcha.


Cangshan, a las espaldas de Dali


Una hora de escaleras de piedra nos deja exhaustos (a 2400 metros cuesta más) pero una vez arriba, obtenemos la recompensa.

Malditos escalones, Julio se me cansa!


Nos hacemos 10km a pie por el "paso de las nubes", visitamos un templo donde nos intentan timar los monjes y nos tomamos un café en un hostal-refugio de madera con gente simpatiquísima.


El "paso de las nubes" 1
El "paso de las nubes" 2














Julio sobre el puente
Las gargantas de Cangshan















 Zhonghe Temple
Zhonghe Temple desde el patio















Higherland Inn Hostel (el refugio donde nos paramos a tomar café)
Jugando al ajedrez chino

















Bajamos hacia Dali en el teleférico y me cago con la altitud...todavía.




......



Al día siguiente rehacemos las mochilas y nos vamos al cruce donde la tía del hostal sostiene que pasan los buses para ShuangLang, nuestro siguiente destino: un pueblecito de 5 casas en la otra orilla del lago Er Hai. Aquí pasaremos tranquilamente los últimos días de la Golden Week china.


Las chinitas que nos ayudaron


Tras 4 horas de minivan (que conseguimos coger porque un grupo de chavales chinos nos ayuda) por carreteras enfangadas y llenas de baches, llegamos. Finalmente.
El hostal, que no es un hostal, tiene una posición privilegiada en la orilla del lago. Tiene varios jardines que dan al agua y dos bares, aparte de otro edificios con balcones y buganvillas. Pagamos por un dorm de 3 personas, pero no viene nadie, así que nos quedamos solos en la habitación durante las 4 noches.


Nuestro patio
La ventana del "dormitorio"












Pequeño puerto en nuestro jardín
Camino para llegar al hostal


















Buena cocina
El desayuno...(fideos picantes)


Decidimos no movernos de allí, sobre todo porque comienza a llover..además, el desayuno, la comida y la cena son muy baratos y variados. Conocemos a un chico de Tel Aviv que nos enseña EL JUEGO de cartas que aún nos acompaña: ShitHead. Y así pasamos los días, jugando a las cartas, comiendo, leyendo, comiendo, escribiendo, escuchando música y comiendo. La última noche incluso actuó un grupo alemán en el bar!


Honig!

Hora de partir..decidimos pasar otra noche en Dali y desde allí coger el bus para "Shangri La"..nombre que han dado los chinos a la ciudad de Zhongdian para aumentar el turismo..y lo han conseguido. Dicen que hasta hace algunos años era una tranquila ciudad fronteriza entre Yunnan y Tibet..convirtiéndose con el tiempo en una vitrina para fotografiar. Pero no nos deprimimos.
Yendo con orden, desde el bus durante el viaje, podemos ver ya como las casas cambian de nuevo..ahora son estilo tibetano, casones formados por 3 paredes de ladrillo y un lado abierto y desde el que se ve una estructura interna de madera decorada. Todas las casas tienen estructuras externas de madera donde ponen a secar (o eso creemos) la paja.

Casas tibetanas 
Ventanas decoradas (es una alarma electrónica?!)














Para secar la paja??
O el arroz?

















Nada más llegar a Shangri La, empezamos a sentir un poco de fresco (3200 metros)..pero no es nada comparado con la noche..
Damos una vuelta y encontramos nuestro hostal, una casa tibetana cuyo propietario está momentáneamente ausente..(casi nunca está presente).


Nuestro hostal en Shangri La: Tavern 47

En fin, lo esperamos, llega y nos da la habitación, la más exterior, con una terracita y una mesa.


El balcón que rodeaba nuestra habitación
La habitación...
















Julio se queja un poco por la falta de servicios del hostal (que está vacio y no tiene calefacción, ni gente que trabaje aparte del dueño...tiene cocina, pero está sucia e inutilizable, hay menú pero el hostal ya no ofrece comidas..) A mí no me disgusta, me parece una experiencia original: finalmente estamos solos (otras 3 personas en todo el hostal, nunca visto en China) en un lugar que, sí, está lejos de la calidad de otros hostales, pero de todo modos, es bonito porque es rústico. Cada tarde sobre las 5, encienden el fuego y nos quedamos todos alrededor bebiendo té o viendo las fantasmagóricas telenovelas chinas de época.


En el salón, calentándonos con el fuego

Nos damos una vuelta por el pueblo y, aparte de los restaurantes y las tiendas para turistas, vislumbramos la extraña magia de ex-pueblo fronterizo de la que tanto hablan (digo ex porque desde aquí ya no se puede seguir hasta Tibet..una larga historia)



Una de las calles principales del casco histórico
El tempio en el centro de la ciudad















Las nubes cada vez más cerca
Callejuelas
















Uno de los días decidimos ir a ver el lago Napa Hai, que realmente no es un lago, sino una especie de pantano gigante que se forma durante la estación de lluvias y que ya se está secando. De todos modos es agradable pasear alrededor..poca gente..más bien nadie.



Napa Hai Lake (?)
Una carretera que está re-emergiendo















Desesperados?
Caminando hacia...Shangri La















Andamos un buen rato cerca de aldeas y casas aisladas..ningún autobús, ningún coche...empezamos a preocuparnos: no tenemos agua


Al final nos subimos al único taxi que pasa con alguien ya dentro..y ya está.


Momento de irse, más bien, de descender! Pero el viaje a Kunming es largo, así que nos paramos en Shuhe, un pueblecito antiguo dentro de Lijiang, otro destino super famoso de Yunnan
El hostal es tan acogedor que casi no salimos de allí! Prácticamente visitamos nuestro barrio y aprovechamos para recuperarnos del frío de Shangri La...relajándonos y durmiendo con manta eléctrica.

El patio del hostal en Shuhe
Shuhe centro (aquí también hay riachuelos)















Tiendas y casas en Shuhe 
Tiendas y casas en Shuhe 
















Pasamos en Shuhe solo 3 días, dos de los cuales llueve. Desde aquí se puede coger tren a Kunming..bien!!

En Kunming (la capital de Yunnan) habíamos pensado pasar sólo una noche, pero al final nos quedamos un par de noches...tenemos que comprar dólares y el día que llegamos era domingo..el banco no cambia dinero! (necesitamos los dólares para el visado en la frontera con Laos).
Aquí conocemos a Juan, venezolano que estudia chino, y con él jugamos al ping pong en una mesa cubierta con 2 placas de cristal. Juan nos recomienda un sitio barato para comer: la mezquita. Vamos y no nos decepciona..la comida musulmana en China es muy buena y barata.

(no tenemos fotos de esto...)

Resuelta la cuestión del dinero, compramos billetes para ir a Mengla (la úlima ciudad antes de Laos) en un bus nocturno que llega a las 8 de la mañana. Depués desde Mengla, cogeremos otro bus de 3-4 horas para Luang Namtha, nuestra primera etapa en Laos!!!


En Mengla, en el bus para Luang Namtha!! Listos para partir..OTRA VEZ!


Allí nos vemos!!



Serena