Dal 23 al 28 ottobre 2010
Il viaggio in minivan da Luang Namtha a Nong Khiaw si rivela infernale. Si tratta di strade non sempre asfaltate che si inerpicano intorno alle montagne del nord e che scendendo verso Non Khiaw, disegnando una serie di zig zag nauseanti e polverosi.
| "Stazione" degli autobus di Luang Namtha |
Il nostro autista riceve per telefono la notizia tragica dell'incidente d'auto del figlio a Vientiane (la capitale, che si trova più a sud)...ci fermiamo in un villaggio per permettergli di chiamare ad un amico e farsi prestare i soldi per pagare l'ospedale. Ma dobbiamo continuare il viaggio, visto che siamo nel bel mezzo del niente e lì non possiamo restare, nè lui può fare niente.
| Aspettando che l'autista del minivan faccia le sue chiamate in una catapecchia sul ciglio della strada.. |
Così, si mette a correre come un pazzo ammazzando anche qualche gallina che si trovava in mezzo alla strada. Arriviamo a Pak Mong e lì ci lascia in mezzo ad un parcheggio-stazione d'autobus, mentre il minivan sfreccia via isterico. Dei tuk-tuk che ci sono, nessuno vuole portarci a Nong Khiaw per il prezzo che sapevamo normale (ossia, vogliono mooolto di più, visto che siamo turisti), ma nessuno lavora...tutto è fermo (stile laosiano).
Chiamo la guesthouse di Luang Namtha che aveva arrangiato il viaggio e risolvono la situazione mandandoci il tuk tuk di un amico. Questo arriva dopo mezz'ora e sembra disposto effettivamente a portarci a Nong Khiaw per il prezzo stabilito. Comunque prima di andare abbiamo dovuto pagare una sorta di "tassa" per aver preso quel tuk-tuk "esterno", visto che il monopolio dei trasporti in quel parcheggio lo ha un signore panzuto e calvo seduto all'ombra di una palma.
Dal tuk-tuk ammiriamo il paesaggio e finalmente ci rilassiamo. La strada è un pò sgarrupata, però dritta, senza curve, finalmente.
| Sconcerto alla stazione di Pak Mong |
| Finalmente sul tuk-tuk verso Nong Khiaw |
Una volta arrivati, scendiamo e ci guardiamo intorno...sembra di essere in un luogo immaginario, come se dietro di quelle strade e quelle case ci sia un telone scenografico: Nong Khiaw si trova ai bordi di un fiume e ai piedi di due montagne magnifiche. Scegliamo una guesthouse che ha dei bungalow che danno sul fiume. Abbiamo addirittura una terrazzina e delle amache...dopo la giornata incredibile che abbiamo avuto, questo sembra un sogno fatto realtà.
| Paesaggio dal ponte di Nong Khiaw (il primo bungalow in basso a destra è il nostro) |
| Julio sull'amaca |
| Paesaggio intorno Nong Khiaw |
Per il nostro bungalow paghiamo 3 euro e mezzo, e decidiamo rimanere 3 giorni prima di intraprendere un viaggio di due ore per andare a Mong Ngoi, un paesino sulla costa del fiume più a nord, tipo Nong Khiaw, ma questo però, solamente raggiugibile per barca.
Le nostre giornate, inutile dirlo, passano lente. Leggiamo, scriviamo e mangiamo in tutti i ristoranti della strada principale quasi alla ricerca del migliore fruit-shake. Lato negativo: non ci sono tanti ristoranti locali dove poter mangiare economico (economico significa mangiare come un laosiano, e non come un grasso turista caucasico che pagherebbe qualsiasi cosa - la spiegazione, crediamo, stia nel fatto che i laosiani, non viaggiando molto e non mangiando fuori casa...non abbiano poi così tanto bisogno di ristoranti per loro).
Ci affezioniamo ad un ristorante che ha una terrazza stupenda sul fiume e li facciamo diversi pranzi e cene e colazioni etc.
| Julio in terrazza 1 |
| Julio in terrazza 2 |
Da come si può capire, a Nong Khiaw facciamo ben poco, ma era anche ora, no?!
Un giorno facciamo un tentativo di passeggiata, ci dirigiamo a piedi verso una di queste montagnone giganti dove sapevamo fosse una grotta interessante. Arrivati lì scopriamo che è chiusa al pubblico. È destino! Torniamo indietro.
| Una delle montagne attorno Nong Khiaw |
| Ponte che va alla grotta |
L'ultima notte prima di andare Muang Ngoi ritroviamo Jonathan, il ragazzo canadese con cui eravamo andati a Muang Sing. È in compagnia di una ragazza americana, Jessie, conosciuta in un ristorante due ore prima. Decidiamo andare tutti insieme a Muang Ngoi, stare lì un paio di giorni e poi dividere le spese per un minivan a Luang Prabang. Perfetto!
Il giorno dopo andiamo al "porto" di Nong Khiaw ed insieme ad altre 20 persone prendiamo un'affollatissima barchetta che in due ore ci farà approdare a Muang Ngoi.
| In barca verso Muang Ngoi |
| Il porto di Muang Ngoi |
Questo paesino è incantevole..stile Nong Khiaw, pero con meno case (la maggior parte delle quali sono guest-houses).
| Strada principale |
Anche qui optiamo per un bungalow sul fiume e passiamo la prima giornata a giocare a carte con Jonathan e con altri due francesi che avevamo già conosciuto a Nong Khiaw. Ci riuniamo per le due sere che passiamo lì, nella guesthouse di Miguelito, un rasta polacco "que habla español" che si trova lì da 10 giorni aiutando la padrona della guesthouse, la quale, a sua volta, gli assicura vitto e alloggio. Lui ci "svela" il sentiero da prendere per andare a farci una passeggiata senza bisogno di guida.
| La guesthouse di Miguelito |
Così un giorno, io, Julio e Jonathan, decidiamo farci questa "scampagnata" fuori Muang Ngoi. Per strada, conosciamo ad un ragazzo tedesco che si unisce a noi, per questa che, poi, si trasformerà un pò in un'avventura..
| Sentiero verso la giungla |
| Campi di riso |
Seguiamo il sentiero fin dentro al bosco. Troviamo una grotta di quelle nelle quali i laosiani si rifugiavano durante i bombardamenti degli americani. Attraversiamo un fiume, ancora alberi...quando all'improvviso ci ritroviamo in mezzo ad una vallata coperta di campi di riso. Proseguiamo per le stradine in mezzo alle risaie. Nessuno in giro. Finalmente intravediamo in lontananza un gruppetto di palafitte: sarà il villaggio di cui Miguelito ci aveva parlato, lì potremo fare pranzo.
| Grotta usata dai laosiani durante i bombardamenti |
| Ponte di bamboo |
| Villaggio nel quae facciamo pranzo (vista dal rist.) |
| Case dello stesso villaggio |
Mangiamo noodle con verdure, buonissimi, a casa di un signore che ha arrangiato il suo terrazzino a mò di ristorante. Caffé e partita a carte...ma cavoli è tardi! Alle 18 già comincia il tramonto, dobbiamo fare in fretta anche perchè durante quelle ore escono fuori quelle piccole vampire maledette portatrici di malaria che sono le zanzare...
Ci perdiamo per le risaie..non possiamo ritrovare il cammino verso il bosco, e le risaie sono ancora infangate...non ci si può passare in mezzo. Per fortuna, troviamo una signora piegata a tagliare il riso, che ci indica la strada!..
| Cercando la retta via 1 |
| Cercando la retta via 2 |
Arriviamo a Muang Ngoi a notte inoltrata. Passiamo un'altra piacevole serata giocando a carte in compagnia dei francesi, di Miguelito, del tedesco e di Jonathan. Domani si ritorna tutti a Nong Khiaw per prendere la barca o il minivan verso Luang Prabang...tutto è da decidere!!
| Il terrazzino di Miguelito |
Alla prossima
Sere
ESP
Del 23 al 28 de Octubre de 2010
El trayecto en minivan de Luang Namtha a Nong Khiaw resulta infernal. Se trata de carreteras no siempre asfaltadas que suben alrededor de las montañas del norte y que descienden hacia Nong Khiaw, dibujando una serie de zigzag mareantes y polvorientos
| "Estación" de autobuses de Luang Namtha |
Nuestro conductor recibe por teléfono la trágica noticia del accidente de moto de su hijo en Vientiane (la capital, que está más al sur). Nos paramos en una aldea para que pueda llamar a un amigo y pedirle prestado dinero para pagar el hospital. Pero tenemos que continuar el viaje, dado que estamos en el mismísimo medio de la nada y no nos podemos quedar ahí, y él tampoco puede hacer nada más.
Una vez en marcha, se pone a correr como un loco, matando incluso alguna gallina que estaba en medio de la carretera. Llegamos a Pak Mong y nos deja en medio de un parking-estación de bus, mientras el minivan se va escopetado. De los tuk-tuk que hay, ninguno quiere llevarnos a Nong Khiaw por el precio que sabemos que es justo (o sea, quieren mucho más, visto que somos turistas), pero nadie se mueve, todo esta parado (estilo laosiano).
Llamo a la guesthouse de Luang Namtha que nos habia apañado el viaje y nos resuelven la situación mandándonos el tuk-tuk de un amigo. Éste llega tras media hora y parece dispuesto, efectivamente, a llevarnos a Nong Khiaw por el precio establecido. De todos modos, antes de irnos tuvimos que pagar una especie de "impuesto" por haber cogido ese tuk-tuk "externo", visto que el monopolio de los transportes en ese parking lo tiene un señor gordo y calvo sentado a la sombra de una palmera.
Desde el tuk-tuk admiramos el paisaje y finalmente nos relajamos. La carretera está hecha polvo, pero es recta, sin curvas, al menos
| Desconcierto en la estación de Pak Mong |
| En tuk-tuk hacia Nong Khiaw |
Cuando llegamos, bajamos y miramos alrededor...parece un sitio imaginario, como si detrás de las calles y las casas haya un telón: Nong Khiaw está a los dos lados de un río y a los pies de dos montañas magníficas. Escogemos una guesthouse que tiene bungalows que dan al río. Tenemos incluso una terracita y hamaca..después del día que hemos pasado, esto parece un sueño hecho realidad.
| Vista desde el puente de Nong Khiaw (el primer bungalow a la dcha es el nuestro) |
| Julio en la hamaca |
| Paisaje en torno a Nong Khiaw |
Por nuestro bungalow pagamos 3 euros y medio, y decidimos quedarnos 3 días antes de emprender un viaje de dos horas para ir a Mong Ngoi, un pueblecito rivereño más al norte, tipo Nong Khiaw, pero solamente accesible por barca.
Nuestras jornadas pasan despacio. Leemos, escribimos, y comemos en prácticamente la totalidad de los restaurantes de la calle principal, casi buscando el mejor batido de frutas. El lado negativo es que no hay apenas restaurantes locales donde comer realmente barato (barato significa comer como un laosiano, y no como un turista gordo caucásico que pagaría cualquier precio). La explicación, creemos, es que dado que los laosianos no viajan mucho y no comen fuera de casa, no tienen necesidad de tantos restaurantes para ellos.
Nos encariñamos con un restaurante que tiene una estupenda terraza que da al río y allí desayunamos, comemos y cenamos varias veces.
| Julio en la terraza 1 |
| Julio en la terraza 2 |
Como se ve, en Nong Khiaw hacemos bien poco, pero ya era hora, no?!
Un día decidimos probar a dar un paseo, nos dirigimos a pie hacia una de las montañas gigantes donde sabíamos que había una cueva interesante. Cuando llegamos descubrimos que está cerrada al público. Es el destino!! Nos damos la vuelta.
| Una de las montañas alrededor de Nong Khiaw |
| Puente que lleva a la cueva |
La última noche antes de ir a Muang Ngoi nos encontramos con Jonathan, el chaval canadiense con quien habíamos compartido el viaje a Muang Sing. Esta con una chica americana, Jessie, que ha conocido en un restaurante dos horas antes. Decidimos irnos todos juntos a Muang Ngoi, estar allí un par de días y luego compartir el precio de un minivan hasta Luang Prabang. Perfecto!
Al día siguiente vamos al "puerto" de Nong Khiaw y junto a otras 20 personas nos subimos a una barca llenísima de gente que en un par de horas nos llevará a Muang Ngoi.
| En barca hacia Muang Ngoi |
| El puerto de Muang Ngoi |
Este pueblecito es encantador, estilo Nong Khiaw, pero con menos casas (la mayor parte de las cuales son gueshouses).
| Calle principal |
Aquí también optamos por un bungalow junto al río y pasamos el primer día jugando a las cartas con Jonathan y otros dos franceses que ya habíamos visto en Nong Khiaw. Nos reunimos las dos noches que pasamos allí, en la guesthouse de Miguelito, un rasta polaco que habla español que lleva allí 10 días ayudando a la dueña de la guesthouse, que, a su vez, le provee con comida y cama. Él nos desvela el sendero que hay que coger para darnos un paseo sin necesidad de guía.
| La guesthouse de Miguelito |
Así, un día, Julio, Jonathan y yo decidimos darnos este paseo por el campo fuera de Muang Ngoi. Por el camino conocemos a un chico alemán que se une a nosotros durante lo que se convertirá en una pequeña aventura.
| Sendero hacia la jungla |
| Campo de arroz |
Seguimos el sendero hasta dentro del bosque. Encontramos una cueva de esas en la que los laosianos se refugiaban durante los bombardeos americanos. Atravesamos un río, más árboles..cuando de repente nos encontramos en un valle cubierto de campos de arroz. Proseguimos por los caminos en medio de los arrozales. Nadie por la zona. Finalmente vemos a lo lejos un grupo de cabañas alzadas: será el pueblecito del cual Miguelito nos había hablado, allí podremos comer algo.
| Cueva usada por los laosianos durante los bombardeos |
| Puente de bambú |
| Aldea donde paramos a comer |
| Casas de la misma aldea |
Comemos noodles con verduras, buenísimos, en casa de un señor que ha apañado su terraza a modo de restaurante. Café y partida de cartas..pero se nos empieza a hacer tarde!! A las 6 se hace de noche, tenemos que darnos prisa, no solo por la falta de luz sino también por el hecho de que a esas horas se vuelven activos esos malditos pequeños vampiros portadores de malaria que son los mosquitos.
Nos perdemos por los arrozales..no somos capaces de encontrar el camino hacia el bosque, y los arrozales están aun enfangados, no se pueden atravesar. Por suerte, encontramos una señora que está en el campo, que nos indica el camino entre los arrozales que lleva al bosque
| Buscando la vía correcta 1 |
| Buscando la vía correcta 2 |
Llegamos a Mong Ngoi ya de noche. Pasamos otra agradable velada jugando a cartas con los franceses, Miguelito, el alemán y Jonathan. Mañana volvemos a Nong Khiaw para coger la barca o el minivan hacia Luang Prabang...aun hay que decidir!!
| La terraza de Miguelito |
Hasta la próxima
Sere
No hay comentarios:
Publicar un comentario