Avete presente il selvaggio West?...beh, eccolo qui, in versione siberiana.
Strade non asfaltate, vacche dappertutto, galline zampettando allegremente...A Caprielle piacerebbe questo posto, Olkhon Island, ma andiamo con ordine..
Il centro del villaggio
Preludio
Spendiamo gli ultimi 3 giorni ad Irkutsk. 600.000 abitanti, bel fiume, belle casette di legno tipiche della Siberia orientale, sembra non esserci traccia dei palazzacci sovietici, o io non li ho visti.
Vaghiamo qua e là in compagnia di parecchia gente dell'ostello in cui dormivamo, un'appartamentino di due stanze in centro in cui il proprietario è stato capace di ficcare 14 persone, poco spazio ma good travel vibes...gente di tutti i tipi e da tutti i paesi tra i quali spiccano senza dubbi Rob (Perth, Australia), Jean (Paris, France), Tobi (Basil, Switzerland), Bernhard e Gregor (Innsbruck, Austria), Mark (Madrid, España! anche se in realtà i suoi genitori sono tedeschi..), Åsa, Filix e Tanya (Eksjo, Sweden), Carlos (Sao Paulo, Brazil), Kevin (London, UK).
Persone con le quali abbiamo condiviso birre, risate e informazioni geografiche. Persone che abbiamo rivisto per caso fino a 4 volte, persone con le quali abbiamo appuntamenti in altri posti del mondo...Qua metto una foto dell'ultima sera passata assieme a Rob e Jean, prima delle loro partenze rispettivamente per Ulaan Baatar e Vladivostok.
Wo shi ni fushin!
Atto primo. Il viaggio.
Quello che ci deve portare fino all’isola è un signore russo bassetto con un guanto da sollevatore di pesi. Così si presenta. Non parla una parola d’inglese, però ha quello che ci interessa, una furgonetta 4x4. Ci prende e ci carica come due sacchi di patate su questa mercedes da combattimento. In un classico stile russo insieme a noi infila altre 12 persone. Comincia così, saltellando al ritmo delle fosse stradali, questo viaggio verso Olkhon, un’isola della cui avevo sentito parlare tanto, un’isola dentro del Baikal, il lago d’acqua dolce più profondo, più pulito, più tutto del mondo.
Con noi in viaggio ritroviamo per la quarta volta Åsa, Filix e Tanya e conosciamo Carlos. Si chiacchiera, si ride, poi quando il mercedes frena di colpo spingendoci tutti in avanti, ci si scambia sguardi di sconcerto e si comincia a scrutare Manolo – nome fittizio del conducente.
Manolo nemmeno si preoccupava, Manolo sapeva quello che faceva.
Inutile commentare la guida dei russi, inutile parlare delle strade...dico solo che dopo la prima mezz'ora di shock mi ero già rassegnata...vedevo gli unici due russi tranquilli, ed è stato come quando in aereo guardi all'hostess per rassicurarti : se loro non si cagano addosso, non lo farò neanche io..così ho tenuto duro.
Si, ho tenuto duro fino a quando non abbiamo perso la ruota di scorta dopo l'ennesimo salto. Manolo, non ce l’ha confessato, pero stava facendo a gara con un altro autista che come lui, aveva una quindicina di persone stipate dietro. L’unica differenza era che l’altro correva sulla strada ufficiale, brecciata, noi sul prato affianco alla strada.
Ritorniamo al salto…BOOOOM, in aria…. sguardi persi, grida di WOW ccchhhhrrssssss… cchchchchchchchch (suono continuo di qualcosa che “tocca terra”)…!!...io guardo indietro e lì, la vedo, la nostra ruota. Pedro sfrenazza di colpo (come sempre), ma ormai noi piu di tanto non ci possiamo muovere, tanto siamo pressati l’uno all’altro. Ci dice di scendere..scendiamo. Si mette sotto la Mercedes-furgonata e riappiccica la ruota mentre il suo antagonista passa sfrecciando. Abbiamo perso! Cavolo!
Con un gesto ci ordina di risalire, e noi obbediamo.
Arriviamo finalmente al nostro “ostello”, ma qui comincia il secondo atto
Atto secondo. La casa
Stanchezza, sorpresa, mancanza di parole. Questo è stato l’ordine in cui si sono evolute queste “sensazioni”.
Ci sono voluti un paio di giorni per assimilare tutte le nuove informazioni. Mi guardo intorno. Allora, siamo in un villaggio del far East, casette basse di legno, neanche un bar, gente che ti guarda male.
Ecco questo è quello che vedi appena ti fai un giro - e quello che continuo a vedere dopo aver passato qui 4 giorni. Poi all’improvviso vedi il lago..immenso e blu...e decidi che ti piace.
Le vacche regnano, nelle strade di terra battuta, i resti di macchine e furgoni smontati e rimontati fanno parte del paesaggio (derelitti sovietici, direi, chi ha letto Buonanotte Signor Lenin, sa di cosa parlo) come le vecchiette da cartolina.
Supermercato e Ufficio delle Poste
La casa?..la nostra è tipo un ranch.. casette di legno senza acqua corrente ne bagno. Per andare in bagno si va in fondo all’orto, dove ci sono due casotti apposta con due buchi scavati nella terra…Per lavarti la faccia o i denti? Devi riempire due serbatoi da cui sgocciola dell’acqua. La doccia?..beh, ti fai un “banya”, ossia, una sauna.
Abbiamo una nonna che ci prepara tutti i giorni colazione-pranzo-cena come se la preparasse per se (e magnate na frittata de cipolle a colazione!)
Ogni giorno ci ripetono le stesse cose: colazione alle 9!..poi pranzo alle 14!...e quindi..cena alle 20!
Siamo a cavallo.
Atto terzo. Il lago
Ci mettiamo in un gruppo che partiva per vedere la punta nord dell’isola, li rincontriamo a Carlos che da un’altra furgonetta, poi si trasferiste nella nostra. Il viaggio in questa furgo militare è stato A-L-L-U-C-I-N-A-N-T-E. Le strade non erano strade..io non so come la furgo non sia caduta a pezzi…
Il lago? Questo si, senza parole.
All’ora di pranzo il tipo che guidava ci prepara una zuppa di pesce e un picnic, ci schiaffa una bottiglia di vodka sul tavolo, e tutti..nooo noooo, i due russi che erano li alla fine ci hanno rifilato sto bicchierino di vodka bevuto tutto di un colpo proprio tra una testa di pesce e una patata…mannaggia!... Adesso…risali tu nella centrifuga!!!...Beh, dopo due ore di conati, finalmente ritorniamo a “casa”. Con lo stomaco sbattutto come un uovo, pero contenti.
Il penultimo giorno qui incontriamo a David, spagnolo di Valladolid che viaggia anche lui in treno verso Shanghai. Scopriamo di avere lo stesso biglietto di ritorno ad Irkutsk e decidiamo di rivederci poi in Ulan Udé per fare lo stesso viaggio in autobus fino ad Ulaan Baatar, dormire nell’hostel Golden Gobi e da li partire per 6 giorni di tour nel deserto.
Atto quarto. La sfida
Ore 17.15 L’ultima sfida che qui ci rimane è…farci il bagno nel Baikal. Dovete pensare che fino a 3 settimane fa, c'erano blocchi di giaccio sul lago, quindi la temperatura non è tanto gradevole. Fino ad ora solo gli svedesi ce l’hanno fatta..gli inglesi hanno desistido, come i brasiliani e gli svizzeri…un tedesco ha potuto metterci solo la testa e le braccia e i piedi..altri nemmeno ci si sono avvicinati….Spagna e Italia per adesso sono pari, ieri ci siamo messi dentro fino alle ginocchia! Per il momento temporeggiamo...c'è tensione.
Ore 20.00 Missione compiuta! 25 anni in più di vita per esserci fatti il bagno nel Baikal! Ecco qui la prova..
Os suena el Lejano Oeste? ... Bueno, pues aquí está, pero en versión de Siberia.
Las calles sin asfaltar, las vacas por todas partes, gallinas caminando alegremente..A Gabrielle le gustaría este lugar, Olkhon Island, pero primero lo primero...
El centro del pueblo
Preludio
Pasamos los últimos 3 días en Irkutsk. 600.000 habitantes, un río bonito, agradables casas de madera típicas de la Siberia oriental, parece que no hay rastro de los gigantes edificios sovieticos, o al menos yo no los he visto.
Vagamos aquí y allá en compañía de varias personas del albergue donde dormimos, un pequeño apartamento de 3 habitaciones en el centro, donde el dueño ha sido capaz de meter 14 personas (2 dormitorios de 6 y uno doble), poco espacio pero buen rollo entre los viajeros...gente de todos los países entre los cuales destacan, sin duda, Rob (Perth, Australia), Jean (París, Francia), Tobi (Basilea, Suiza), Bernhard y Gregor (Innsbruck, Austria), Mark (Madrid, España! aunque en realidad sus padres son alemanes ..), Osa, Filix y Tanya (Eksjo, Suecia), Carlos (Sao Paulo, Brasil), Kevin (Londres, Reino Unido).
Personas con quienes compartimos las cervezas, las risas y la información geográfica. Algunas que por casualidad hemos encontrado hasta 4 veces, personas con las que quedas para verte en otros lugares del mundo... Aquí pongo una foto dela última noche que pasamos con Rob y Jean, antes de su salida, respectivamente, a Ulaanbaatar y Vladivostok.
Wo shi ni fushin!
Primer acto. El viaje.
El tío que nos tiene que llevar a la isla es un hombre ruso bajito, con un guante de halterofilia en la mano derecha. Así se nos presenta. No habla una palabra de inglés, pero tiene lo que nos interesa, una furgoneta 4x4. Nos carga como dos sacos de patatas en esta furgoneta de batalla mercedes. En un estilo clásico ruso nos pone junto a otras 12 personas. Así comienza, saltando al ritmo de los baches de la carretera, este viaje a Olkhon, una isla de la que yo había oído hablar tanto, una isla en el lago Baikal, el lago de agua dulce más profundo y más limpio de todo el mundo.
En la furgoneta nos encontramos por cuarta vez con Åsa, Filix y Tanya y conocemos a Carlos. Charlamos, reímos, a continuación, cuando la mercedes frena de golpe empujándonos a todos hacia delante, intercambiamos miradas de desconcierto y empezamos a escrutar a Dimitri - nombre ficticio del conductor.
Dimitri ni siquiera se preocupa, Dimitri sabía lo que estaba haciendo.
No hace falta hacer comentarios sobre la pericia al volante de los rusos, no hace falta mencionar el estado de las carreteras..sólo diré que después de la primera media hora de shock ya me había resignado...veía a los dos únicos rusos tranquilos, y fue como cuando nos fijamos en el avión en las azafatas para tranquilizarnos: si ellas no se cagan, no voy a hacerlo yo... así estaba tranquila.
Sí, tranquila hasta que perdimos la rueda de repuesto después del enésimo salto. Dimitri no lo ha confesado, pero se había picado con otro conductor que, como él, llevaba quince personas hacinadas detrás. La única diferencia era que el otro iba por la carretera principal, de grava, y él por la hierba junto a la carretera.
Volvamos al salto... BOOOOM en el aire .... mirandas perdidas, gritos de WOW ccchhhhrrssssss cchchchchchchchch (sonido continuo de algo que toca el suelo) !!... miro hacia atrás, y ahí está, nuestra rueda. Dimitri frena de golpe, como siempre, pero la mayoría de nosotros no se desplaza demasiado debido a la presión entre los pasajeros. Nos dice que bajemos... bajamos.Se mete debajo de la furgoneta y pone la rueda en su sitio rueda mientras su rival pasa como una exhalación. Perdimos! ¡Maldita sea!
Con un gesto nos ordena subir de nuevo, y obedecemos.
Llegamos finalmente a nuestro "hostal", y aquí comienza el segundo acto.
Segundo acto. La casa
Cansancio, sorpresa, sin palabras. Ese fue el orden en que se sucedieron las "sensaciones".
Me llevó un par de días para digerir toda la información nueva. Miro a mi alrededor. Así que estamos en un pueblo del Lejano Oriente, casas bajas de madera, ni siquiera un bar, gente que te mira mal.
Esto es lo que se ve apenas das un paseo - y lo sigo viendo después de pasar cuatro días aquí. Entonces, de repente ves el inmenso lago azul ... y decides que te gusta.
Las vacas reinan en las calles de tierra, los restos de coches y furgonetas montadas y desmontadas forman parte del paisaje (residuos soviéticos, diría, quien haya leído "Buenas noches señor Lenin" sabe lo que quiero decir) como las viejecitas de las postales.
Supermercado y oficina postal
La casa? .. La nuestro es un tipo rancho .. casas de madera sin agua corriente ni baño. Para ir al baño hay que ir al fondo del jardín, donde hay dos cobertizos con dos agujeros escavados en la tierra ... Para lavarte la cara o los dientes? Tienes que llenar dos depósitos de agua que gotea. La ducha? .. bueno, te haces una "Banya", es decir, una sauna.
Tenemos una abuelita que nos prepara todos los días el desayuno, la comida y la cena como si la hiciese para ella (y cómete una tortilla con cebollas para desayunar!!)
Cada día nos repiten las mismas cosas: desayuno a las 9!!...comida a las 2!!!!...cena a las 8!!!
Vamos bien!!
Tercer acto. El lago
Nos unimos a un grupo que salía de excursión a ver la punta norte de la isla, en la primera parada del viaje encontramos de nuevo a Carlos, en otra dharmaneta, y se une a la nuestra. El viaje en esta furgoneta militar fue ALUCINANTE. Las carreteras no eran carreteras..no sé como la furgoneta no se ha caído a trozos..
El lago?? Esto sí, sin palabras.
A la hora de comer el tío que conducía nos prepara una sopa de pescado y un picnic, nos coloca una botella de vodka en la mesa, y todos.. NOOOO NOOO, los 2 rusos que venían con nosotros al final nos han llenado los vasos de vodka que bebimos de golpe entre una cabeza de pez y una patata..mierda!! Ahora, subete tú a la centrifugadora otra vez!! Bueno, trás 2 horas de conatos de vómito, finalmente llegamos a "casa", con el estómago batido como un huevo, pero contentos.
El penúltimo día nos encontramos con David, español de Valladolid que viaja hasta Shanghai en tren. Descubrimos que tenemos el mismo billete para volver a Irkutsk y decidimos vernos más adelante en Ulan-Udé para hacer juntos el viaje en autobús hasta Ulan Baatar, dormir en el hostal Golden Gobi y desde allí salir de tour de 6 días en el desierto.
Cuarto acto. El desafío
Son las 17:15. El último desafío que nos falta es...bañarse en el Baikal. Pensad que hasta hace 3 semanas había bloques de hielo flotando en el lago, así que la temperatura del agua no es precisamente agradable. Hasta ahora sólo los suecos lo han conseguido..los ingleses han desistido, como los brasileños y los suizos..un alemán ha podido meter la cabeza, brazos y piernas..otros ni siquiera se han acercado..España e Italia por ahora van empatados..ayer nos metimos hasta las rodillas!! Por el momento esperamos...hay tensión.
Son las 20:00. Objetivo cumplido!! 25 años más de vida por habernos bañado en el Baikal. Aquí tenéis la prueba.
3 comentarios:
AHHHHH! ma quanto cazzo era fredda quell'acqua?????
Capisco italiano!! Ho bisogno di parlare.. (madre mia como me ha costado intentar decir eso..)
jejeje, no he entendido nada, pero las fotos dan entender que ahora ya si que estais en rusia muyyy profunda...
joer, el agua tenia que estar friiaa friaaa
Publicar un comentario